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Wolfgang Amadeus Mozart "L'opera completa"
Mozart Edition, Complete Works Mozart 1756-2006 250 Years Contenuto del cofanetto CD: SYMPHONIES - CONCERTOS - SERENADES - DIVERTIMENTI - DANCES - CHAMBER MUSIC - CHURCH SONATAS - STRING ENSEMBLES - VIOLIN SONATAS - KEYBOARD WORKS - SACRED WORKS - CONCERT ARIAS - SONGS - CANONS - OPERAS |
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Apre a Vienna ''Casa di Mozart'', il museo dedicato al compositore
------------------------------------------------------------------------ Sarà pronto venerdì 27 gennaio 2006 per il 250mo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart (il 27 gennaio), il nuovo museo Casa di Mozart che sta nascendo su sei piani nell'edificio al centro di Vienna dove abitò dal 1784 al 1787 e dove compose Le nozze di Figaro. Lo hanno annunciato a Vienna il sovrintendente per l'Anno di Mozart 2006, Peter Marboe, e l'assessore alla cultura della capitale austriaca, Andreas Mailath-Pokorny. L'inaugurazione del nuovo museo nella Domgasse 5, dietro al Duomo di Santo Stefano, sarà il momento culminate di una festa di tre giorni, da venerdì 27 a domenica 29 gennaio 2006, organizzata dalla città di Vienna per l'apertura dell'anno dedicato a Mozart. Già finora gli appassionati della musica mozartiana di tutto il mondo potevano visitare l'appartamento nella FigaroHaus al primo piano del palazzo antico rimasto l'unico dei tanti indirizzi del genio musicale nella capitale austriaca ancora esistente nella sua forma originale |
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L'infanzia a Salisburgo W. A. Mozart La notizia della nascita di Wolfgang venne data dal padre Leopold in una lettera del 9 febbraio ad un amico di Augusta, Johann Jakob Lotter: "Ti informo che il 27 gennaio, alle otto della sera, la mia cara moglie ha dato felicemente alla luce un bambino. Si era dovuta rimuovere la placenta e perciò ella era estremamente debole. Ora invece, grazie a Dio, sia il bimbo che la madre stanno bene. Il bambino si chiama Johannes Chrysostomus Wolfangus Theophilus". I quattro nomi che furono dati al bambino si giustificano così: Johannes Chrysostomus, perché il 27 gennaio, secondo il calendario cattolico, era intitolato a San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli e patrono degli oratori; Wolfangus, in onore del suo nonno paterno, Wolfgang Nikolaus Pertl; Theophilus (Gottlieb, in tedesco), in onore del padrino, Johann Gottlieb Pergmayr, commerciante e consigliere civico. In seguito l'ultimo nome venne mutato nel più armonioso Amadeus, che è la traduzione latina del greco Theophilus. Ma intanto il bambino fu chiamato affettuosamente "Wolferl". La famiglia del piccolo Wolfgang era costituita da altre tre persone: il padre Leopold, un uomo dal carattere austero, permeato di ideali illuministi, schivo e sprezzante, che all'epoca ricopriva l'incarico di compositore di corte e insegnante di musica al servizio dell'arcivescovo Anton Firmian; la madre Anna Maria, una donna semplice, dal carattere sereno e scherzoso; la sorella Nannerl, nata sei anni prima, il 30 luglio 1751. I coniugi Mozart avevano avuto in precedenza altri cinque figli, ma erano tutti morti in tenerissima età. Genio precoce Non si sa molto dei primissimi anni di vita di Mozart. È però certo che egli venne in contatto con la musica assai presto. Quando infatti il padre cominciò a impartire alla sorella di sei anni le prime lezioni di clavicembalo, il piccolo Wolfgang, che di anni ne aveva tre, dimostrò immediatamente uno spiccato interesse per la musica. Il bimbo infatti amava trascorrere ore intere a strimpellare sulla tastiera. Leopold riunì gli esercizi che dava da studiare alla figlia in un libretto che intitolò Pour le clavecin, ce Livre appartient à Mademoiselle Marie-Anne Mozartin (1759). Dagli appunti di Leopold si viene a sapere che Wolfgang era già in grado di utilizzare questa raccolta di esercizi. Il fatto è confermato anche da una successiva lettera scritta dalla sorella: "Quando Wolfgang ebbe quattro anni, nostro padre iniziò a insegnargli alcuni minuetti. A Wolfgang occorreva solo mezz'ora per eseguirli perfettamente. Fece progressi così straordinari che già a cinque anni componeva brevi pezzi, che poi suonava al padre perché questi li trascrivesse." Anche molte altre persone che conobbero il piccolo Mozart rimasero sbalordite dalle sue capacità, lasciandone trepide testimonianze. Johann Andreas Schachtner, trombettista della corte di Salisburgo e amico della famiglia Mozart, scrisse in una lettera di aver visto il bambino, di appena quattro anni, tutto intento a scarabocchiare su un foglio di carta un abbozzo di concerto: "All'inizio ridemmo di questo pasticcio; poi il padre rimase a lungo assorto nella lettura del foglio, finché gli caddero lagrime di meraviglia e di gioia. Guardi Schachtner, mi disse, come tutto sia corretto: peccato che non se ne possa far nulla, perché è così difficile che nessuno sarebbe in grado di suonarlo". Mozart in Italia Nel 1769 Wolfgang viaggiò con il padre per l'Italia, soggiornando a Milano, Venezia, Bologna, Roma e Napoli. Mozart arrivò a Milano il 23 gennaio 1770, invitato dal conte Firmian, all'età di 14 anni. Il giovane è accompagnato dal padre Leopold. Prima di arrivare a Milano, visitò alcuni teatri come quello di Cremona e di Mantova, riportando le sue impressioni nelle lettere che scrive alla sorella: «Anche là c'è stato un Crudescer, che ad ogni piroetta lasciava andare una scoreggia...». I due alloggeranno alla foresteria del Convento di San Marco, in zona Brera. Qui si può ancora trovare una lapide che racconta l'evento, anche se è situata in un luogo sbagliato, in quanto il convento fu abbattuto e sostituito dal Liceo Parini. In queste giornate partecipa al carnevale ambrosiano, assiste ad una esecuzione capitale e suona l'organo della chiesa. Il soggiorno milanese diventerà una importante esperienza formativa e rimarrà a Milano per quasi un anno della sua breve vita. Incontrò musicisti (A. Hasse, Niccolò Piccinni, Giovan Battisti Sammartini e forse anche Paisiello), cantanti (Caterina Gabrielli) e scrittori (Giuseppe Parini, che scrisse per lui alcuni libretti). Hasse rimase molto colpito dalle capacità del ragazzo, tanto che disse «Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti». A Milano ebbe anche la sua prima infatuazione. Nella passione per il castrato Venanzio Rauzzini, si mescolarono arte e sentimenti. Per lui Mozart scrisse il mottetto Exsultate Jubilate. Compose qui il suo primo vero lavoro teatrale, Mitridate, Re di Ponto. Nella città meneghina scoprì per la prima volta il clarinetto, che si diffuse in Austria più tardi. Lasciò Milano il 15 marzo 1770, per tornarvi più volte. Arrivato a Lodi, sulla strada per Parma, scrisse le prime tre parti, Adagio, Allegretto e Minuetto, del quartetto KV80, completato con il Rondò che scriverà più tardi, forse a Vienna (1773) o a Salisburgo (1774). Tornerà a Milano per rappresentare le sue opere liriche. L'ultima a debuttare in un teatro italiano fu il Lucio Silla, nel 1772. A Bologna prese lezioni di contrappunto da padre Martini. Il Papa gli conferì lo Speron d'oro. Mozart sperò di rimanere a Milano quale compositore di corte, ma le sue aspettative furono frustrate da Maria Teresa d'Austria: «Non capisco perché avete bisogno di un compositore o di gente inutile ... Avvilisce il servizio quando si tratta di gente che viaggia per il mondo come pezzenti; Mozart inoltre ha una grande famiglia». Il padre Leopold, avvezzo a queste situazioni, già il 17 febbraio 1770 scriveva «Dall'Italia non può venir fuori granché. L'unico mio piacere è che qui si è meglio desiderati e meglio capiti, e che gli italiani riconoscono quel che Wolfgang vale». Wolfgang ricorderà il tempo trascorso in Italia in una lettera al padre dell'11 ottobre 1777: «In verità non ho mai avuto tanti onori, non sono mai stato così stimato come in Italia». Malattia e morte La malattia finale e la morte di Mozart sono un difficile argomento di studio, oscurato da leggende romantiche e farcito di teorie contrastanti. Gli studiosi sono in disaccordo sul corso del declino della salute di Mozart, in particolare sul momento in cui Mozart divenne conscio della sua morte imminente e se questa consapevolezza influenzò i suoi ultimi lavori. L' idea romantica sostiene che il declino di Mozart fu graduale e che la sua prospettiva e le sue composizioni declinarono anch' esse in ugual misura. Al contrario qualche erudito suo contemporaneo sottolineò come Mozart nell' ultimo anno fosse di buon umore e che la sua morte fosse inattesa al punto di shoccare la sua famiglia e i suoi amici. La tomba di Mozart rimane ignota; la sua musica è il suo monumento. Anche leffettiva causa del decesso di Mozart è materia di congettura. Il suo certificato di morte riporta hitziges Frieselfieber (febbre miliare acuta o esantema febbrile), una definizione insufficiente ad identificare la corrispettiva diagnosi nella medicina odierna. Sono state avanzate diverse ipotesi, dalla trichinosi allavvelenamento da mercurio, alla febbre reumatica o, più recentemente, la sifilide. La pratica terapeutica del salasso, allepoca diffusa, è menzionata come concausa della morte. Mozart spirò nella notte del 5 Dicembre 1791, poco prima delluna, mentre stava lavorando alla sua ultima composizione: il Requiem. Al giovane compositore Franz Xaver Süssmayr, allievo e amico di Mozart, fu affidato il compito di completare il Requiem. Non fu il solo compositore al quale fu affidato tale incarico, ma è collegato ad esso più di altri a causa del suo rilevante contributo. Secondo la leggenda, Mozart morì squattrinato e dimenticato da tutti e fu seppellito in una tomba per poveri. In realtà, sebbene a Vienna non fosse ormai più sulla cresta dellonda, continuò ad avere un lavoro ben pagato a corte e a ricevere consistenti commesse dalle più disparate parti dEuropa, soprattutto da Praga. Restano molte sue lettere in cui richiede aiuto economico che testimoniano non tanto della sua indigenza quanto della sua inclinazione a spendere più di quel che guadagnasse. Non fu seppellito in una fossa comune, ma in una normale tomba comunale conformemente alla normativa del 1783. Anche se al cimitero di St. Marx la tomba originaria è andata perduta, in corrispondenza della sepoltura e nel Zentralfriedhof sono state collocate lapidi commemorative. Nel 1809 Costanza sposò il diplomatico danese Georg Nikolaus von Nissen (17611826), il quale, essendo un fanatico ammiratore di Mozart, pubblicò diversi brani dal tenore scurrile da lettere del compositore e scrisse una sua biografia. Estratti di Lettere "Oui, con quanto sentimento defeco sul tuo naso, così che ti coli sul mento". Alla cugina Maria Anna, chiamata affettuosamente Bäsle. "Ieri ascoltammo il re scoreggione / Era dolce come torrone / E benché non fosse granché in voce / Rumoreggiava in modo atroce". Alla madre "Sono dispiaciuto di sentire che Herr Abate Salate ha avuto un colpo apoplettico, ma spero che con l'aiuto del Signore Truffatore le conseguenze non siano un insano pantano" (1777). L'espressione "Signore Truffatore" riprende con enfasi lo scetticismo teologico e l'irriverenza comica che impregnano la musica di Mozart. "Vedi, sono capace di scrivere in tutti i modi che voglio, elegante o selvaggio, corretto o contorto. Ieri ero di pessimo umore e il mio linguaggio era corretto e serio; oggi sono allegro e il mio stile è contorto e giocoso". A Bäsle. [modifica] Mozart e Salieri Nel corso degli anni nacque e si diffuse la leggenda secondo la quale Mozart sarebbe stato avvelenato, per gelosia, dal compositore Antonio Salieri. Questa diceria, priva di fondamento, ha ispirato diversi artisti nel corso dei secoli. Il poeta e scrittore russo Alexandr Sergeevi? Puskin credette a queste voci, e nel 1830 scrisse Mozart e Salieri (precedentemente intitolato Invidia), un brevissimo dramma in versi, in cui un Salieri roso dalla gelosia commissiona all'odiato rivale Mozart un Requiem, con l'intento di rubarglielo, una volta avvelenato, e spacciarlo per suo. Per la trovata, l'autore russo si ispirò probabilmente al fatto che il Requiem di Mozart fu commissionato dal conte Fritz Von Walsegg, che infatti voleva spacciarlo per proprio durante le esequie della propria consorte. In merito all'opera di Puskin si è detto: «Se Salieri non ha ucciso Mozart, di sicuro Pu?kin ha ucciso Salieri»1. Il 25 novembre 1898, al Teatro Solodovnikov di Mosca, va in scena la prima dell'opera Mozart e Salieri del compositore russo Nikolaij Rimskij-Korsakov. La musica è ispirata e dedicata al compositore Dargomy??kij, mentre il libretto è scritto da Rimskij-Korsakov stesso, basandosi sulla tragedia di Puskin, e come questa l'opera si divide in due sole scene. La sera della prima, le variazioni sulla musica di Mozart sono eseguite dal pianista e compositore Sergej Rachmaninov. È del 1978 un successivo adattamento della vicenda mozartiana: con Amadeus, infatti, il drammaturgo Peter Shaffer conquista i teatri di Londra. La vicenda prende le basi del lavoro di Puskin e ne amplia la portata. Rimane l'invidia di Salieri e il Requiem commissionato da un uomo vestito di nero (Salieri mascherato), ma il tutto viene approfondito e, soprattutto, la narrazione avviene ad opera di Salieri stesso. Il testo subisce diverse modifiche, fino alla versione definitiva del 1981. Nel 1984 il dramma di Shaffer viene portato al cinema da Milos Forman con Amadeus, dove però vengono ammorbiditi i lati negativi del personaggio di Salieri: anche se nella versione rimasterizzata del film del 2002 verranno ripristinate alcune scene "forti", il Salieri cinematografico (interpretato da F. Murray Abraham) è decisamente meno "negativo" di quello del dramma di Shaffer. (Fonte wikipedia.org) |


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