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L'identikit dell'italiano allergico.

In Italia oggi si contano circa 10 milioni di persone allergiche, soprattutto donne e bambini, che potrebbero triplicare in 20 anni poiché i casi di allergia aumentano a ritmi del 10-15 per cento l’anno. A farla da padrone sono le "pollinosi", ossia le allergie ai pollini, che colpiscono fino al 10 per cento della popolazione e si manifestano con sintomi per lo più respiratori e infiammazioni oculari. La stagione più a rischio allergia è la primavera (caratterizzata da un'intensa attività di fioritura), ma anche l'estate (con la fioritura delle graminacee) e l'autunno (periodo in cui crescono molte erbe selvatiche come l'ambrosia).

Secondo alcuni dati forniti dalla Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, più del 30 per cento dei bambini italiani è allergico e il 15 per cento ha l'asma mentre il 10 per cento della popolazione infantile soffre di dermatite atopica e una porzione significativa soffre di altre condizioni da allergia respiratoria. Ma a far compagnia ai piccoli c’è sicuramente il gentil sesso: secondo una recente ricerca Eurisko, infatti, le donne sono il 61 per cento delle persone allergiche dai 14 anni in su. Meno colpiti dalle allergie, invece, anche da quelle stagionali, sono gli anziani.

Inoltre, sempre secondo i dati Eurisko, la fascia d'età compresa tra i 25 e i 34 anni è più colpita (23 per cento) e la maggior parte delle persone allergiche (42 per cento) vive in città tra i 10 e i 100 mila abitanti, situate nel Nord-Ovest (30 per cento) o nel Sud e isole (32 per cento), piuttosto che nel Nord-Est (19 per cento) o nel Centro (19 per cento). L’identikit della persona allergica lascia intravedere un individuo di ceto medio-alto, con famiglia poco numerosa e cresciuto in condizioni igieniche elevate, quadro che avvalora la "teoria dell’igiene" secondo cui le allergie sarebbero figlie degli alti standard di igiene dei paesi ricchi.

Le allergie ci inseguono… dove andare per sfuggirle?


Le allergie sono anche figlie dell’inquinamento, infatti sembra catturino più "proseliti" nei grandi centri urbani infestati dallo smog. L'inquinamento atmosferico è la causa principale delle sensibilizzazioni allergiche, soprattutto per i bambini e, anche se targhe alterne e blocco ripetuto del traffico cittadino possono far qualcosa per occhi e nasi sensibili, ecco in arrivo i pollini guastafeste. Non c’è da gioire quindi neppure se si vive in campagna o in montagna dove agli ingorghi cittadini si sostituiscono, con risultati non meno spiacevoli per la persona allergica, gli invisibili ingorghi aerei del polline che svolazza, soprattutto sotto i 2000 metri di quota, mentre le sue concentrazioni diminuiscono ad altitudini elevate.

Per le gite fuori porta, soprattutto in primavera, è bene preferire sempre i luoghi dove i pollini sono meno concentrati e non danno problemi (per esempio il mare). Per raggiungere la località scelta è consigliabile non viaggiare in macchina o in treno con i finestrini aperti, ma preferire l’aria condizionata nell’auto, munita di filtri di aerazione anti-polline. Prima di partire, poi, è bene assicurarsi che non sia una giornata troppo secca e ventosa, clima in cui le concentrazioni nell’aria dei pollini sono massime. Infine, se si è amanti dello sport all’aria aperta, meglio scegliere di praticarlo nelle prime ore del mattino o in serata, i momenti della giornata in cui c’è meno polline nell’aria ed evitare i parchi con l’erba appena tagliata.

E per vivere tranquilli la natura qual è il verde sicuro?

Se si soffre di pollinosi è possibile aggirarsi sicuri anche nel parco vicino casa, seguendo però alcune accortezze. Può essere utile consultare il calendario pollinico e il bollettino della densità pollinica dati ogni anno dall’Associazione italiana di aerobiologia. Inoltre, in sostegno delle persone con pollinosi, è nato, per iniziativa della Società italiana di allergologia e immunologia clinica (SIAIC), il primo vademecum per un verde pubblico senza rischio di allergie inviato ai sindaci dei capoluoghi di provincia e agli assessorati all'ambiente di Regioni e Province: una guida al verde pubblico sicuro che comprende 81 tra alberi e piante ornamentali a zero rischio allergie.

Il vademecum, che è partito come un’iniziativa per guidare gli urbanisti a un verde "anti-allergico", mette al bando cipressi, olivi e betulle, tra i primi accusati, insieme a ontani e noccioli e promuove abeti, pini e aceri, ippocastani, magnolie, palme, biancospini, meli, mirti, robinie e querce, sambuchi e tamerici, tuie e olmi. La guida mette in guardia contro un altro indiziato speciale: l'Ambrosia elatior, una delle nuove piante infestanti che cominciano a diffondersi in Italia. L’ambrosia, arrivata qualche anno fa dagli Usa, forse insieme ad altre sementi o salita da "clandestina" sulle scarpe dei turisti, si diffonde in aree degradate e al momento si trova solo in alcune regioni del Nord (per esempio Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna) dove colpisce già il 15-30 per cento dei pollinosici, ma si sta facendo strada, avanzando al ritmo di 10 chilometri l'anno. E come non ricordare le colpevoli incallite, le graminacee, le composite (margherite, camomilla, crisantemi e assenzio selvatico) e le paretarie.

Cosa sono le allergie crociate?

Le allergie crociate sono reazioni scatenate da un allergene simile a quello cui si sa di essere allergici. Anche se non si è mai incontrato prima questo allergene e quindi non c’è stata una fase di sensibilizzazione ad esso, al primo incontro può scatenarsi una reazione allergica per l’azione degli anticorpi contro l’allergene cui già si sa di essere allergici.

Molte reazioni crociate si hanno tra pollini simili e quindi si può essere colti alla sprovvista nella stagione o in un luogo dove ci si sente sicuri per l’assenza del polline cui si sa di essere allergici, mentre a nostra insaputa altri pollini possono "farci la festa". Ma le reazioni crociate più diffuse (colpiscono fino al 10 per cento dei soggetti con pollinosi), e anche più insidiose perché spesso colgono alla sprovvista, sono quelle tra pollini e alimenti (sindrome orale allergica), soprattutto quelli crudi. Se si è allergici ai pollini, quindi, è bene stare attenti a ciò che si mangia, infatti molte delle sostanze che scatenano la pollinosi possono trovarsi anche in alcuni alimenti. Le conseguenze di disattenzioni a tavola possono essere disturbi al palato o gonfiore delle labbra, bruciore della lingua ed altri sintomi locali che si risolvono in circa un’ora dalla comparsa, ma anche disturbi addominali, diarrea, congiuntivite, rinite, asma, prurito cutaneo diffuso. Nei casi peggiori si può andare incontro a shock anafilattico.

Reazioni crociate si possono avere anche con erbe e prodotti naturali usati nella medicina alternativa. Per esempio, molti prodotti erboristici possono contenere sostanze allergizzanti quindi se si è allergici a un polline è bene operare una scelta consapevole di questi rimedi. Poi ci sono gli oli essenziali: le reazioni allergiche si possono verificare anche a bassi dosaggi, considerati non tossici, e il grado di rischio dipende dalla via di somministrazione. L’aerosol potrebbe scatenare crisi asmatiche ed eczema della glottide, l’uso di unguenti e creme reazioni da contatto ma anche oculo-rinite e crisi asmatiche. Attenzione per esempio alla Propoli ed in ogni caso evitare prodotti a composizione sconosciuta o con molte erbe.

Cure "fai da te": sicuri di non sbagliare?

Agli italiani allergici piacciono le cure "fai da te", infatti da una recente indagine è emerso che un soggetto allergico ogni due tende a gestire la malattia in modo autonomo con informazioni personali o facendosi consigliare da amici. Questa tendenza riguarda anche chi soffre di rinite allergica (febbre da fieno), una malattia infiammatoria cronica della mucosa nasale che colpisce in Italia tra il 15 e il 20 per cento della popolazione con sintomi quali starnuti, naso chiuso, naso che cola (rinorrea). La rinite però tende ad essere considerata nulla di grave e trattata senza adeguato consulto medico. Niente di più errato se si pensa che la malattia in sei casi su dieci degenera in asma bronchiale.

Per non rischiare di sbagliare cura è sempre bene consultare il proprio farmacista che valuterà se è possibile iniziare su sua indicazione una terapia, oppure se è opportuno indirizzare il paziente al medico per effettuare ulteriori approfondimenti. È bene, quindi, tenersi pronti al "terzo grado" del farmacista ed essere preparati a rispondere a questi quesiti se non si vuole uscire dalla farmacia a mani vuote:

* Qual è il sintomo più importante che avverti (rinorrea, ostruzione, starnuti, lacrimazione, prurito oculare)?
* È già stata diagnosticata da un medico in passato la presenza di allergia o febbre da fieno?
* Da quanto tempo durano i sintomi? Sono costanti o intermittenti?
* Puoi associare situazioni particolari alla comparsa dei sintomi o al loro peggioramento? Per esempio, la rinite compare sull’ambiente lavorativo, quando sei vicino ad animali domestici, o all’aria aperta?
* Il liquido secreto dal naso è chiaro e trasparente come l’acqua?
* Hai anche respiro corto o "con il fischio"?
* Avverti dolore alle orecchie o al volto?
* Sono presenti anche disturbi oculari?
* In famiglia ci sono altri soggetti con problemi di allergia?
* Hai già usato dei medicinali per la rinite?
* Assumi farmaci per qualche altra malattia?

Per non combattere da solo la tua allergia, da oggi anche i medici possono correre tempestivamente in tuo aiuto: a te spetta solo il compito di "bollarla" con un’etichetta colorata che dirà ai medici a cosa sei allergico e gli permetterà di soccorrerti in modo mirato qualora ne avessi bisogno.

Per approfondire la parte relativa alla diagnosi e al trattamento leggere L’ABC delle allergie

SI RINGRAZIA YAHOO.IT e Paola Mariano giornalista
http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=10051&s=2&c=24

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RINITE ALLERGICA


Da sapere
Sintomi
Cause

Da sapere
La rinite allergica è una patologia infiammatoria della mucosa del naso che colpisce i soggetti allergici o atopici. Questi individui hanno la caratteristica di produrre dei tipi particolari di immunoglobuline, le IgE , verso sostanze che normalmente non provocano alcuna reazione immunologica nei soggetti non atopici: si tratta degli allergeni.

L’incidenza di questa patologia è quadruplicata negli ultimi 20 anni e attualmente in Italia circa il 15 per cento della popolazione soffre di rinite allergica. Questa patologia un tempo veniva classificata in stagionale e perenne e la forma stagionale era circa 4 volte più frequente. Dal momento, però, che sono aumentate le forme stagionali che interessano più di una stagione (per esempio primavera-estate), recentemente la rinite è stata riclassificata in intermittente e persistente (a seconda della differente durata dei sintomi) e in lieve o moderata-severa (a seconda di quanto i sintomi influiscono sulla vita quotidiana della persona, compreso il riposo notturno).

La rinite allergica è una patologia importante non solo di per sé, ma per gli stretti rapporti che ha con l'asma. Un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in evidenza come le vie aeree superiori e inferiori siano tra loro strettamente collegate non solo sul piano anatomico, ma anche funzionale e clinico e ciò vale in particolare per la rinite e l’asma allergica. Viene perciò raccomandato al medico di ricercare sempre l’asma in una persona rinitica e viceversa.

È importante a questo proposito sottolineare che:

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il rinitico ha un rischio tre volte maggiore del non rinitico di sviluppare asma;
*
il 30-50 per cento dei rinitici nel corso degli anni sviluppa asma;
*
negli asmatici la rinite è presente in circa l’80 per cento dei casi;
*
nelle persone che presentano entrambe le patologie la rinite influisce sul decorso dell’asma concomitante: tanto più la rinite è severa tanto più lo è l’asma.
*
la stretta associazione rinite-asma ha degli importanti sviluppi dal punto di vista terapeutico.

Sintomi

I sintomi più frequenti della rinite allergica sono i seguenti:

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prurito a livello nasale. I  bambini spesso fanno delle smorfie o si sfregano il naso con la mano per cercare di eliminare questo fastidio: si parla del saluto dell’allergico!
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starnutazione a raffica più frequente al mattino e alla sera;
*
secrezione di muco biancastro dal naso, che, se rivolta nel retrofaringe, può provocare tosse fastidiosa;
*
naso chiuso che costringe il paziente a respirare a bocca aperta e di notte può provocare il russamento.

A questi sintomi principali si possono associare:

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bruciore, arrossamento e prurito agli occhi (congiuntivite);
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prurito alle orecchie;
*
tosse secca o asma bronchiale, spesso solo da sforzo, dovute a un aumento della reattività bronchiale, che si verifica nel 20-30 per cento delle persone;
*
riduzione dell’olfatto;
*
sanguinamenti dal naso (per continui soffiamenti);
*
mal di testa;
*
disturbi all’udito;
*
facile stanchezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità e a volte nausea.

Cause 
Gli agenti causali sono principalmente gli allergeni inalatori che vengono distinti in intermittenti e persistenti. 

Gli allergeni intermittenti comprendono i pollini liberati da piante o erbe. I sintomi si scatenano durante l’impollinazione che dipende dal diverso periodo di fioritura delle piante considerate, variabile a seconda delle differenti regioni italiane. I pollini più frequenti sono quelli di:

*
graminacee (erbacce dei prati): fioritura primaverile (maggiore rilevanza al nord);
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parietaria (erba muraiola): fioritura primavera avanzata al nord e tutto l’anno al sud (maggiore rilevanza al centro sud e in Liguria);
*
composite: fioritura estiva;
*
betulla nocciolo: fioritura fine inverno-primavera (maggiore rilevanza al nord );
*
cipresso: fioritura invernale (maggiore rilevanza al centro e nord orientale);
*
olivo: fioritura inizio primavera e più precoce nei luoghi marini.

Per maggiori dettagli sono a disposizione calendari pollinici che mettono in evidenza quali sono i pollini più importanti nelle diverse regioni e l’esatto periodo d’impollinazione. Ci sono infatti degli apparecchi cattura pollini dislocati in diverse aree geografiche che ci permettono, addirittura settimanalmente, di sapere esattamente il numero di pollini liberati dalla differenti piante.


Gli allergeni persistenti comprendono: 

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Gli acari della polvere. Negli anni ‘60 è stato scoperto che l’allergene principale della polvere domestica è costituito dagli acari. Questi appartengono alla classe degli aracnidi e sono associati agli ambienti di vita dell’uomo in quanto si nutrono di forfora umana, spore di micofiti e residui di cibo. Gli allergeni principali degli acari della polvere sono contenuti nelle loro deiezioni: è possibile ritrovare fino a 100.000 particelle fecali per grammo di polvere presente in ambiente contaminato dagli acari! È importante sapere dove si trovano maggiormente gli acari per poi attuare norme di profilassi adeguate. Gli acari vivono bene a temperatura di 27° e umidità superiore al 70 per cento, nei materassi di lana, tappeti, moquettes, divani, tende, stoffe e proliferano maggiormente in autunno e primavera. Non vivono, invece, ad altezze superiori ai 1000-1500 metri e a temperature superiori ai 60°.
*
I derivati di animali domestici, in particolare di gatto e cane; gli allergeni sono presenti sia nei derivati epiteliali propriamente detti (pelo, squame dermiche) che nel siero, saliva e urine. L’allergia più frequente è al gatto: in questo caso gli allergeni possono essere trasportati a distanza creando così problemi, negli allergici, anche in assenza dell’animale.
*
Le muffe; quelle che maggiormente causano allergia sono: l’alternaria (presente al suolo, sugli alberi da frutta o sulle derrate) e il cladosporium (più diffuso, ma meno allergizzante). Le muffe possono anche essere contenute negli ambienti interni, nei contenitori di vegetali, nelle scorte alimentari, nelle tappezzerie, docce, umidificatori, condizionatori, abitazioni umide.
*
gli agenti professionali (proteine animali, enzimi proteolitici, polveri di legno, caffè, sali di platino, anidride italica, lattice).


Per ulteriori informazioni consultare i siti:
PollinieAllergia.net
Associazione italiana di aerobiologia


Cosa fare
Diagnosi
Si basa principalmente su:

storia familiare di allergia;
storia personale di allergia (pregressa dermatite atopica o allergia alimentare);
tipo di sintomo accusato dal paziente, stagionalità o meno dei sintomi, agenti scatenanti, remissione con la terapia;
*
esecuzione dei test cutanei (prick tests);
dosaggio delle IgE specifiche nel  siero (RAST). Questo però è da considerarsi un esame di secondo livello da effettuarsi in casi selezionati.

Prevenzione e rimedi “fai da te”
Il più importante presidio terapeutico è la prevenzione, che, da sola, permette il quasi completo controllo dei sintomi. Molto importante nelle persone allergiche agli acari, in quanto permette di diminuire il contatto con l’allergene e di conseguenza riduce la comparsa dei sintomi e la loro gravità. 
Ci sono alcuni rimedi “fai da te” efficaci per prevenire la rinite:
evitare ambienti umidi e poco aerati;
aerare bene i locali prima di soggiornarvi;
togliere dall’ambiente moquettes, tappezzerie di stoffa, tappeti, tendaggi;
esporre all’aria e al sole cuscini e materassi e batterli accuratamente;
usare le mascherine nasobuccali se si effettuano le pulizie;
lavare gli indumenti (in particolare quelli in lana) a temperature superiori ai 60°;
togliere la polvere dai mobili con panno umido (non alza la polvere);
evitare l’uso di peluche o lavarli frequentemente a temperature superiori ai 60°;
soggiornare in montagna sopra i 1200 metri di altezza;
usare gli acaricidi;coprire i divani, materassi e cuscini con appositi materiali impermeabili (più utile);
 vitare il contatto con i pollini è più difficile, ma alcuni accorgimenti possono essere utili:
evitare l’areazione di ambienti durante le ore più calde;
usare i condizionatori d’aria;
usare apposite mascherine durante i lavori all’aperto;
evitare viaggi in macchina con i finestrini aperti;
evitare gite all’aperto durante il periodo di massima impollinazione;
preferire il soggiorno marino durante il periodo dei sintomi.
Per quanto riguarda la prevenzione nel caso di allergia al pelo e forfora di animali domestici sarebbe opportuno:
allontanare, se possibile, l’animale: l’allergene può restare nell’ambiente per ancora 6 mesi dopo l’allontanamento;
non introdurre l’animale nell’ambiente domestico;
far lavare l’animale almeno ogni mese;
ridurre al minimo nell’ambiente divani e mobili imbottiti;
lavare frequentemente fodere di divani e poltrone.
 
Trattamento farmacologico
I farmaci che generalmente vengono impiegati nella rinite sono:

Antistaminici sia ad uso locale che da utilizzare per os. Gli antistaminici più utilizzati sono quelli di seconda generazione che non passano la barriera ematoencefalica con conseguenti minori disturbi a carico del sistema nervoso centrale (per esempio sonnolenza, difficoltà a concentrarsi, diminuzione dei riflessi). Gli antistaminici sono utili nelle forme di lieve-media gravità, quando predomina il prurito e sono più facili da usare (per os), anche se a volte possono causare sonnolenza.
Steroidi sotto forma di spray nasali. Sono utili nelle forme più gravi, quando predomina il naso chiuso; è importante usare correttamente lo spray e, a seconda dei diversi prodotti, devono essere utilizzati una o due volte al dì.
Cromoni. Sotto forma di spray nasali sono efficaci solo nelle forme lievi, presentano la scomodità di dovere essere utilizzati più volte al giorno: è importante utilizzare in modo corretto lo spray. 

L’uso delle diverse categorie di farmaci dipende dalla gravità dei sintomi e dal tipo di sintomatologia maggiormente accusata dal paziente.

I farmaci sopra descritti possono poi essere associati tra loro a seconda della gravità dei sintomi accusati dal paziente e dalla sua compliance. Gli steroidi per os o per via intramuscolare sono da utilizzare solo per brevi periodi nelle forme refrattarie alle terapie sopra citate in quanto se usati a lungo possono causare gravi effetti collaterali (per esempio diabete, osteoporosi, ipertensione).

Qualora le terapie descritte non fossero efficaci bisogna pensare alla presenza di altre patologie concomitanti, per esempio la sinusite, che rappresenta una frequente complicanza delle forme di riniti allergiche causate dagli acari, la poliposi nasale, le deviazioni settali o altre patologie di pertinenza otorinolaringoiatrica. 

Da notare: 

*
la terapia sopra descritta nel caso di persone allergiche agli acari deve essere protratta per lunghi periodi di tempo e nel caso di persone allergiche ai pollini per tutto il periodo dell’impollinazione e non solo al bisogno. Questo perché l’allergia è un processo infiammatorio e in presenza dell’allergene l’infiammazione è presente anche in assenza di sintomi. Se non ci si cura in modo continuo l’infiammazione persiste e i sintomi quando ricompaiono sono sempre più difficili da controllare e possono comparire anche per esposizione a irritanti non allergenici.
*
Gli spray che vendono liberamente le farmacie a base di vasocostrittori nasali vanno utilizzati nei casi di grave ostruzione nasale, solo per periodi di circa una settimana, per permettere agli steroidi topici di raggiungere la mucosa nasale dove esplicare la loro attività antinfiammatoria. Se usati più a lungo danneggiano la mucosa del naso. I prodotti sempre a base di vasocostrittori da utilizzare per os devono essere impiegati con estrema cautela in quanto possono causare gravi effetti collaterali quali ipertensione e disturbi cardiaci (infarto o aritmie) e cerebrali in particolare nei soggetti anziani.

È importante curare in modo corretto la rinite non solo per la patologia, ma in quanto un buon controllo della malattia influisce anche sull’asma concomitante. È stato infatti recentemente documentato che, sia utilizzando gli antistaminici per os che gli steroidi topici, in soggetti affetti da rinite e asma, si riduce la gravità della malattia asmatica con conseguente minor consumo di farmaci antiasmatici e minor costo per malattia.

Cosa non fare: attualmente non ci sono dati scientifici che comprovino l’efficacia della terapia alternativa (per esempio agopuntura, chiropratica, omeopatia) nel trattamento della rinite allergica.

Immunoterapia
Consiste nella somministrazione, al paziente, di dosi progressivamente crescenti dell’allergene responsabile della sua patologia allo scopo di ridurre i sintomi determinati dall’esposizione all’allergene stesso. Allo stato attuale rappresenta l’unico trattamento allergene specifico in grado di modificare la storia naturale della malattia, inibendo l’evoluzione della rinite in asma e la comparsa di nuove sensibilizzazioni.

La forma classica di somministrazione degli estratti allergenici è stata per anni quella iniettiva, ma il timore della comparsa di effetti collaterali sistemici (anche mortali) ha fatto sì che vi fosse estrema cautela nell’impiego di tale terapia.

Negli ultimi anni sono state sempre più utilizzate con successo le cosiddette vie alternative quali la via nasale e, in particolare, la via sublinguale. Quest’ultima è caratterizzata da una buona efficacia clinica, una buona tollerabilità, una migliore accettazione da parte del paziente.

 L’immunoterapia (ITS) va praticata se la rinite non è controllata dall’allontanamento dall’allergene:

*
quando è richiesto un uso continuo di farmaci;
*
quando i farmaci impiegati determinano importanti effetti collaterali;
*
quando la rinite si associa a iperreattività bronchiale o asma.

Presupposto perché sia efficace è la corretta selezione dei pazienti. L’ITS trova indicazione nei soggetti affetti da rinite allergica monosensibili oppure nelle persone polisensibili qualora uno o due diversi tipi di allergeni risultino clinicamente responsabili della patologia in causa. È importante anche il tipo di estratto  utilizzato e la sua standardizzazione: devono essere impiegati solo vaccini contenenti estratti di allergeni di documentata efficacia clinica.

L’efficacia dell’ITS è dose dipendente. È consigliabile sottoporsi a tale tipo di terapia per 3-5 anni o per due anni successivi al netto miglioramento clinico. Se dopo 2 anni di terapia il paziente non mostra alcun miglioramento clinico, l’ITS può essere sospesa.

È importante sottolineare che questo presidio terapeutico deve essere associato alla profilassi ambientale e al trattamento farmacologico. Quest’ultimo può poi essere sospeso qualora il paziente mostri, con il passare del tempo un completo controllo della sintomatologia solo con l’ITS.

Infine è opportuno riconoscere precocemente la rinite allergica e curarla in modo adeguato in quanto è stato di recente dimostrato che questa patologia influisce molto sulla qualità di vita del paziente.

SI RINGRAZIA YAHOO.IT e Paola Mariano giornalista
http://it.health.yahoo.net/c_special.asp?id=10051&s=2&c=24



INFO SU ALLERGIE , ALLERGIE AI FARMACI http://www.allergyverona.it/



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